Divieto di esercitare la professione per due farmacisti coinvolti nel caso della badante omicida

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Apre un nuovo capitolo di cronaca l’indagine legata alle accuse in capo a Paola Pettinà, la 46enne vicentina indagata per le morti sospette di 4 persone anziane che assisteva in qualità di badante. Pur non avendone titolo, trattandosi di un’ex commessa di profumeria senza esperienza nel settore dell’assistenza sociosanitaria. La donna è stata arrestata negli ultimi giorni del 2024, prelevata dai Carabinieri nella sua abitazione di Sandrigo, dove si era trasferita dalla vicina Bolzano Vicentino.

Da quei giorni, gli accertamenti in merito al suo caso portarono ad approfondire le posizioni di alcune farmacie della zona, visto che la sedicente assistente sociosanitaria si riforniva con facilità di medicinali con benzodiazepine, farmaci per i quali è richiesta la prescrizione di un medico. Condotta illecita rilevata sin dal 2022. Di oggi invece è la notizia, confermata dal comando provinciale Carabinieri di Vicenza, della misura cautelare (doppia) disposta nei confronti di due farmacisti: per un anno non potranno esercitare la professione.

I due farmacisti – dei quali per il momento l’identità non è stata resa nota – risulterebbero inoltre indagati per spaccio di sostanze stupefacenti, per aver procurato i farmaci poi impropriamente utilizzati dalla badante killer. L’ordinanza di interdizione all’esercizio della professione è stata resa esecutiva questa mattina. Nelle scorse settimane erano stati i militari del Nucleo Anti Sosfisticazione e del Nucleo Investigativo a presentarsi negli esercizi al pubblico – quelli frequentati dalla Pettinà – per portare a termine le perquisizioni ordinate dalla Procura berica. Da qui la decisione del Gip di procedere.

Dai sequestri della documentazione farmacologica sarebbero emersi nuovi elementi utili all’indagine in corso, che vede la 46enne indagata per omicidio aggravato, tentato omicidio e rapina nei confronti di più anziani che assisteva. Secondo il quadro accusatorio in via di definizione in vista del processo, la donna vicentina oltre a utilizzare in maniera impropria e pericolosa, in alcuni casi i farmaci li cedeva a terzi. Da appurare nel dettaglio in quale modo riuscisse ad ottenerli senza le prescrizioni mediche obbligatorie, o se fossero riprodotte in copie falsificate ad arte. O, ancora, e qui si arriva all’attualità con le due misure cautelari attuate fine febbraio 2025, se i farmacisti dispensatori di psicofarmaci si rivelassero dei veri e propri “complici” – ad oggi è solo una delle ipotesi – di Paola Pettinà, rispondendone di conseguenza.

Badante “mostro”, almeno altre 4 morti sospette. Al vaglio il ruolo di farmacisti “complici”