Il giorno dei dazi Usa. Fitch: “Economia italiana rallenterà, Outlook rimane positivo”

È il giorno dell’entrata in vigore dei dazi americani annunciati da Donald Trump: dalla mezzanotte di Washington, le 6,01 in Italia, ci saranno dazi aggiuntivi del 10% su gran parte dei prodotti che gli Stati Uniti importano dal resto del mondo. Questa soglia minima universale si aggiunge ai dazi già esistenti annunciati nei giorni scorsi.

Sono però esenti determinati prodotti, ad esempio quelli legati al settore energetico, uno di quelli che ha maggiormente contribuito alla campagna elettorale del tycoon: le nuove tariffe non si applicheranno a molti prodotti di combustibili fossili, tra cui le importazioni di gas naturale liquefatto, il petrolio greggio dal Canada e i materiali necessari per la produzione di prodotti petrolchimici.

Quella di ieri è stata una giornata da incubo per le Borse, ancora a picco in tutto il mondo. Piazza Affari è sprofondata perdendo il 6,5% come accadde dopo l’11 settembre 2001 e ha perso il 6,5%. Complessivamente, le Borse europee hanno bruciato altri 819 miliardi. A Wall Street vola l’indice della paura, il Dow Jones perde il 5,5%, il Nasdaq il 5,8%: in due sedute in fumo 5.200 miliardi, con petrolio a -7,4% e dollaro sempre più debole. Oltre 5.000 miliardi sono andati in fumo solo negli ultimi due giorni.
Crolla l’Asia. La Cina impone contro-dazi del 34% a partire dal 10 aprile su tutte le importazioni di beni americani e inserisce nella sua lista nera nuove aziende statunitensi, oltre a decidere un’ulteriore stretta sull’export di sette articoli di terre rare medie e pesanti.

E sul tema dei dazi è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Sono ovviamente preoccupata, è un problema che va risolto ma attenzione all’allarmismo che sto vedendo in queste ore. Non smetteremo di esportare negli Usa. In questo momento – sottolinea la premier – forse dovremo ragionare di sospendere le norme sul Green Deal in tema di automotive, settore colpito dai dazi”.

Intanto Fitch ha confermato per l’Italia il rating a “BBB”, con Outlook positivo. “Prevediamo – scrive l’agenzia – che l’economia italiana rallenterà a causa del peggioramento del contesto esterno, riflettendo i rapidi aumenti dei dazi statunitensi. Con il 9-10% delle sue esportazioni verso gli Stati Uniti, l’Italia è uno dei Paesi dell’Ue più esposti alle mutevoli politiche commerciali americane. Tuttavia – sottolinea Fitch – la struttura delle esportazioni italiane ci porta a credere che potrebbe essere più resiliente alle tariffe rispetto ad altri membri dell’Ue”.